IL LABORATORIO TEATRALE PRESENTA                         PARLANO DI NOI
 
Il teatro del Caffè
Il Laboratorio Teatrale Integrato 
Il laboratorio teatrale integrato del F. Caffè
C’ho casa libera   pubblicato su www.vocidivia.it

Il Laboratorio Teatrale Integrato dell’ I.T.C.G. Federico Caffè di Roma - AA.SS. 1993/1994 -  2006/2007” di Gaetanina Villanella spettacolo_caffe

INTRODUZIONE

         Il successo formativo è un diritto di tutti: di chi è in possesso di adeguati prerequisiti, ma anche di coloro che ne sono privi e di coloro che hanno bisogno bisogno di potenziare le proprie capacità; la scuola rappresenta il contesto ideale in cui fornire, anche attraverso progetti e attività extracurricolari, occasioni di crescita e di espressione a tutti gli studenti.

Perchè le differenze individuali costituiscano un arricchimento delle opportunità culturali, la scuola deve rivolgersi a tutti, nessuno escluso, e per ognuno cercare il raggiungimento di risultati individuali nei diversi campi di espressione della persona sia dal punto di vista delle relazioni (far amicizia, essere ascoltato, avere dei ruoli ecc...), cognitivo e metacognitivo (imparare a pensare, imparare cose nuove, risolvere problemi ecc...) e socio – affettivo (crescere nell’autostima, nell’autoefficacia, nell’identità). Compito della scuola è quello di aiutare tutti gli studenti a sviluppare le proprie potenzialità e a stabilire rapporti di partecipazione e di scambio in tutti i campi: da quello culturale e professionale a quello relazionale, espressivo e comunicazionale.

         E’ stato ampiamente dimostrato che l’apprendimento risente della qualità del contesto socio- ambientale e affettivo: è una funzione della “mente” più che dell’intelletto: per “mente” si intende il prodotto delle interazioni fra le esperienze interpersonali e le strutture e le funzioni del cervello. L’apprendimento è dunque strettamente collegato agli aspetti emotivo – affettivi ed è è perciò fondamentale per tutti gli studenti lo “sfondo integratore” in cui si realizza l’azione educativa: lo studente potrà così sviluppare curiosità, interesse e desiderio, elementi basilari di ogni conoscenza.

         Si deve quindi favorire lo sviluppo delle abilità prosociali e della socialità di ognuno affinché si vengano ad attivare comportamenti efficaci per il successo sia nella vita che nella scuola.

         La cooperazione tra studenti  produce risultati positivi, creando una spirito di squadra e rapporti di amicizia e sostegno reciproco, sia personale che scolastico, la diversità viene rispettata e apprezzata; l’adattamento psicologico degli studenti è migliore, così l’autostima e l’immagine di sé, sviluppando competenze sociali e una maggiore capacità di affrontare le difficoltà.

        

Varie sono le modalità per attivare costruttivamente gli alunni: da una modalità più informale (lo sviluppo di una rete di amicizie) al lavoro-studio cooperativo e al tutoring (l’alunno che insegna al compagno) che richiedono ruoli più formali.

 Le opportunità per lo sviluppo di rapporti di aiuto e amicizia possono essere numerose nel corso delle attività extrascolastiche (laboratorio teatrale, gruppo sportivo ecc.) e di esperienze comuni (viaggio d’istruzione, laboratori, progetti).

        

L’ I.T.C.G. “Federico Caffè” ha realizzato anche quest’anno il Laboratorio Teatrale Integrato che, nato nell’allora I.T.C.  “C. Darwin” con l’obiettivo di promuovere il benessere psicofisico degli studenti, da ben dodici anni realizza un “workshop” culminante nello spettacolo finale.

Il direttore del laboratorio è stato per ben dodici anni l’attore-autore e regista Marco Perrone; la referente scolastica (e attiva partecipante) è la Prof.ssa Gaetanina Villanella che, con l’altra referente per “l’Educazione alla Salute”, Ida Cipriani, fondò il laboratorio all’inizio degli anni ’90. Dall’A.S. 2005/2006, a causa dei crescenti impegni artistici e televisivi, Marco Perrone è stato costretto ad abbandonarci ed al suo posto dirigono “in tandem” Lorenzo Finocchi e Valerio Spinaci (il richiamo ortofrutticolo non è “puramente casuale” ...), giovani studenti-attori provenienti dal laboratorio teatrale di un istituto limitrofo, diretto sempre da Perrone per più di vent’anni.

Ben presto, dopo le prime esperienze, la consapevole ricerca espressiva, relazionale e comunicativa che è alla base del laboratorio si è arricchita con la presenza di alcuni ragazzi in situazione di disabilità psicofisica, tutti studenti (o ex studenti) dell’istituto. Su una media di trentacinque iscritti e di venticinque partecipanti effettivi allo spettacolo finale, gli studenti disabili sono un quinto (percentuale che, in genere, resta costante per tutto l’anno).

La partecipazione è assolutamente volontaria e, almeno finora, gratuita: la maggioranza degli studenti-attori continua l’esperienza (o la riprende); non vi sono criteri di ammissione, non vi è nessun tipo di selezione e, una volta individuato il copione, i ruoli vengono distribuiti dal gruppo (mediante candidature, provini e votazione).

         Il fatto che in tredici anni non siano emersi contrasti o difficoltà significa che l’approccio laboratoriale, se improntato all’accoglienza, alla motivazione, all’integrazione e all’incoraggiamento delle potenzialità, può rivelarsi vincente.

         Come ormai nella tradizione, realizziamo tre rappresentazioni (due al mattino per studenti e insegnanti e una serale): l’ultima, in particolare, rappresenta il punto d’arrivo in cui il gruppo, perfettamente armonizzato, ed  ognuno dei suoi componente raggiungono il massimo dell’espressività.

                                                                                                                        

La ricerca individuale e di gruppo che caratterizza il Laboratorio Teatrale Integrato rappresenta uno “sfondo” ideale, in grado di armonizzare le individualità e le differenze, e che, fornendo anche informazioni e strumenti culturali - in un contesto poco (o niente affatto) strutturato in termini scolastici - può favorire sia la cooperazione  nell’ambito del gruppo sia la libera espressione, del gruppo come delle individualità che lo compongono.

Il progetto favorisce l’ascolto, la riflessione, lo scambio, il confronto, la relazione e la comunicazione attraverso modalità convenzionali ed alternative e mediante la proposta di tematiche e contenuti improntati a quella trasversalità culturale, formativa e delle competenze che abbiamo il compito di perseguire nella scuola.

L’approvazione del progetto e l’ inserimento nel POF garantiscono l’attribuzione di un credito formativo agli studenti. La collaborazione con alcuni degli insegnanti di sostegno consente l’inserimento del progetto nei P.E.I. degli studenti in situazione di disabilità.

A tutto il gruppo degli studenti vengono poste le stesse richieste (il che non è possibile nell’ambito, ad esempio, del programma di matematica, o di ragioneria ...). Infatti l’intervento riguarda la globalità della persona: è centrato su ciò che ciascuno sa fare.

Giunti al quindicesimo anno di attività, ci auguriamo che la crescente povertà delle risorse non ci impedisca di continuare: difatti, ciò che ostacola oggi la piena realizzazione di un’offerta formativa di qualità e, più in generale, della stessa Autonomia Scolastica è la carenza dei fondi per finanziarla.

 

LABORATORIO TEATRALE INTEGRATO  I.T.C.G. “F. CAFFE’ “

 

 

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      METODOLOGIA E TEMPI DI REALIZZAZIONE

 

Il progetto prevede almeno trentacinque incontri in orario pomeridiano (venerdi: 15,00 – 17,00 nel locale – palestra della sede centrale. Eventuali variazioni del calendario degli incontri saranno comunicate con circolare e/o telefonicamente.

Il primo incontro è fissato nel mese di novembre: la data viene comunicata attraverso una circolare.

L’insegnante referente presta la sua opera, fa parte del gruppo e recita: chi dirige il laboratorio è il conduttore/regista (recentemente la regia è sostenuta dal duo Lorenzo Finocchi & Valerio Spinaci).

L’insegnante referente effettua il monitoraggio del progetto, interagendo con la scuola e con gli organi collegiali, effettua l’assessment della situazione di partenza e la valutazione (in itinere e finale) che riguarda il  raggiungimento degli obiettivi.

La partecipazione è libera e gratuita per tutti gli studenti della scuola.

 

                                                                FASI PRINCIPALI

1. Prima fase: novembre - dicembre     

           Come è tradizione da molti anni, una delegazione di studenti e i due registi, con il permesso della preside e grazie alla collaborazione dei docenti, fanno il giro di tutte le classi. Essi presentano l’attività e raccolgono le adesioni.

Chi vuole può lasciare il numero di cellulare: ciò è utile nel corso dei primi incontri, soprattutto per i nuovi partecipanti; consente rapide comunicazioni da parte dei registi/della docente referente e facilita il monitoraggio della partecipazione espressamente richiesto dalla scuola (poiché raramente tutti coloro che hanno aderito all’inizio portano a termine l’attività: in questo caso, dopo avere verificato che lo studente ha cambiato idea, tutti i dati vengono cancellati).  

            Le presenze degli studenti partecipanti vengono registrate.

Si comincia con una fase di “riscaldamento” che comprende almeno i primi due incontri,  che si basa sulla realizzazione di brevi scene a soggetto realizzate in gruppo e che è finalizzata all’accoglienza e all’integrazione dei “nuovi acquisti”.

Appena possibile si individua il soggetto dello spettacolo e si comincia a ideare il canovaccio.

Il nostro ambito naturale è la satira, in cui il riferimento culturale, se presente, rappresenta il punto di partenza per una scatenata disamina delle problematiche giovanili nella società contemporanea. Abbiamo sempre realizzato dei “musical” che danno spazio a coreografie realizzate dagli studenti (..!!!) e a canzoni

 Il copione vero e proprio (che resta comunque un canovaccio, nel senso che verrà modificato fino al giorno dello spettacolo) viene realizzato dal regista e/o da un gruppo di lavoro composto da studenti ed ex studenti del laboratorio e sottoposto all’approvazione del gruppo.

Infine il copione viene sottoposto all’approvazione della preside. 

 

2. Seconda fase: gennaio

            Si passa alla lettura del copione e all’assegnazione dei ruoli: gli studenti si candidano, se vogliono, per le parti già definite nel copione; sostengono un provino cui seguono una o più votazioni. Chi ottiene più voti si aggiudica la parte. Nel corso dei provini e per tutta la durata del laboratorio, la regia comincia a pensare a chi assegnare gli altri ruoli (in genere parti di contorno, di contrappunto, mimiche ...) indispensabili al procedere dell’azione e per la “vis comica” dell’insieme.

In tanti anni, non vi sono mai stati contrasti.

 

3. Terza fase: febbraio – aprile

             In questa fase, si passa al montaggio e alle prove dello spettacolo: è probabile che alcuni ruoli (e scene intere) vengano eliminati/rimaneggiati, mentre acquistano via via sempre maggiore importanza i ruoli/le scene (spesso si tratta di semplici “flash”) aggiunti al canovaccio originario.

 

4. Quarta fase: maggio

              L’ultima fase è dedicata alle prove dello spettacolo finale del’istituto. Nella settimana precedente, si effettuano le prove generali; in genere esse comprendono due giornate piene, dalle 9.00 alle 18.30 (salvo modifiche), con un’interruzione (dalle 13.30 alle 15.00) per il pranzo. Le date delle prove generali vengono comunicate con apposita circolare.  

              Si affitta il teatro (compatibilmente con i fondi disponibili): nella data annunciata si va in scena (due spettacoli al mattino e uno alla sera, con ingresso libero), ... e si esulta!

  Tradizionalmente ci si rivede tutti per la pizza rituale.

 

La docente referente

   (Prof.ssa Gaetanina Villanella)            

 

Roma 30 settembre 2006                                

                                                                              

 

‘’C’HO CASA LIBERA’’

Pubblicato su voci di via www.vocidivia.it

Angela Buffone
Tornano i ragazzi del Laboratorio Teatrale dell’Istituto Tecnico Federico Caffè con il consueto spettacolo di fine anno, questa volta dedicato ad Alessandro, un amico perduto

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26 maggio 2006 (vdv) – Un urlo dietro il sipario ancora chiuso: “Ecco, vuol dire che sono pronti” dice la professoressa Ida Cipriani.  Infatti eccoli di nuovo i ragazzi del F. Caffè, simpatici ed effervescenti, in alcuni casi decisamente bravi, ad offrirci, come succede da diversi anni, il risultato di mesi di lavoro, più o meno duro ma sempre divertente.
Il soggetto dello spettacolo di quest’anno, dal titolo “C’ho casa libera”, è stato scritto nel 1999, da Marco Perrone, autore e regista affermato nonché uno dei fondatori del Laboratorio Teatrale e da alcuni ragazzi del vicino Liceo Morgagni.
L’uso disinvolto dello slang giovanile, la musica rock, l’abbigliamento dei protagonisti e l’allestimento semplice ed essenziale delle scene,  fanno sì che si affrontino argomenti duri come la droga, l’incomunicabilità o la solitudine con  leggerezza e  limpidezza di espressione.
Molto si deve a due ex studenti del Morgagni, Lorenzo Finocchi e Valerio Spinaci, a cui Marco Perrone ha lasciato la cura della regia dello spettacolo di quest’anno e all’opera della infaticabile professoressa Gaetanina Villanella, anche lei fondatrice del Laboratorio.

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 “Questo nostro progetto, che prevede la presenza nel Laboratorio di ragazzi portatori di handicap,” - ci spiega la Villanella - “ha reso estremamente più semplice il loro inserimento nel contesto scolastico e non solo.  Il successo dell’iniziativa, che tra l’altro ha sempre avutol’appoggio della Preside dell’Istituto,  e del suo predecessore, ha avuto riconoscimento anche a livello europeo; del nostro Laboratorio Teatrale Integrato si può leggere, infatti, anche sul sito della Comunità Europea”.
“Il nostro metodo” - aggiunge Valerio Spinaci - “è quello di coinvolgere  tutti i ragazzi indistintamente, trovando un ruolo adatto per ciascuno di loro e rendendoli, quindi, tutti protagonisti; con questo sistema ogni spettacolo è unico ed inimitabile, si aiutano i giovani attori a superare le eventuali difficoltà personali e, soprattutto, è garantito il risultato che noi consideriamo fondamentale: il loro divertimento”.
Certo, guardarli muoversi sul palcoscenico e ballare, cantare e recitare con tanta disinvoltura, fa capire il perché di tanto orgoglio da parte dei registi e dei docenti impegnati nel progetto; la presenza tra di loro, poi, di alcuni ragazzi speciali, perfetti nell’introdurre elementi di assoluta normalità nella finzione scenica –come quelle pause incongrue non previste dal copione, ma così normali-  rende più evidente quanto sia importante esaltare la diversità in qualunque contesto umano, diversità intesa  come attitudine a vivere al di fuori di regole prefissate senza per questo trasgredirne alcuna.
Gli applausi, spontanei e frequenti durante tutto lo spettacolo si spengono quando la serata si conclude con un pensiero per Alessandro “Tufi”, l’amico perduto.

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