| IL LABORATORIO TEATRALE PRESENTA PARLANO DI NOI | ||
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| Il teatro del Caffè | ||
| Il Laboratorio Teatrale Integrato | ||
| Il laboratorio teatrale integrato del F. Caffè | ||
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INTRODUZIONE
Il successo formativo è un diritto di tutti: di chi è in possesso
di adeguati prerequisiti, ma anche di coloro che ne sono privi e di coloro
che hanno bisogno bisogno di potenziare le proprie capacità; la scuola
rappresenta il contesto ideale in cui fornire, anche attraverso progetti e
attività extracurricolari, occasioni di crescita e di espressione a tutti
gli studenti. Perchè le differenze individuali costituiscano un
arricchimento delle opportunità culturali, la scuola deve rivolgersi a
tutti, nessuno escluso, e per ognuno cercare il raggiungimento di
risultati individuali nei diversi campi di espressione della persona sia
dal punto di vista delle relazioni (far amicizia, essere ascoltato, avere
dei ruoli ecc...), cognitivo e metacognitivo (imparare a pensare, imparare
cose nuove, risolvere problemi ecc...) e socio – affettivo (crescere
nell’autostima, nell’autoefficacia, nell’identità). Compito della
scuola è quello di aiutare tutti gli studenti a sviluppare le proprie
potenzialità e a stabilire rapporti di partecipazione e di scambio in
tutti i campi: da quello culturale e professionale a quello relazionale,
espressivo e comunicazionale. E’ stato ampiamente dimostrato che l’apprendimento risente della qualità del contesto socio- ambientale e affettivo: è una funzione della “mente” più che dell’intelletto: per “mente” si intende il prodotto delle interazioni fra le esperienze interpersonali e le strutture e le funzioni del cervello. L’apprendimento è dunque strettamente collegato agli aspetti emotivo – affettivi ed è è perciò fondamentale per tutti gli studenti lo “sfondo integratore” in cui si realizza l’azione educativa: lo studente potrà così sviluppare curiosità, interesse e desiderio, elementi basilari di ogni conoscenza.
Si deve quindi favorire lo sviluppo delle abilità prosociali e
della socialità di ognuno affinché si vengano ad attivare comportamenti
efficaci per il successo sia nella vita che nella scuola.
La cooperazione tra studenti produce
risultati positivi, creando una spirito di squadra e rapporti di amicizia
e sostegno reciproco, sia personale che scolastico, la diversità viene
rispettata e apprezzata; l’adattamento psicologico degli studenti è
migliore, così l’autostima e l’immagine di sé, sviluppando
competenze sociali e una maggiore capacità di affrontare le difficoltà.
Varie sono le modalità
per attivare costruttivamente gli alunni: da una modalità più informale
(lo sviluppo di una rete di amicizie) al lavoro-studio cooperativo e al
tutoring (l’alunno che insegna al compagno) che richiedono ruoli più
formali. Le
opportunità per lo sviluppo di rapporti di aiuto e amicizia possono
essere numerose nel corso delle attività extrascolastiche (laboratorio
teatrale, gruppo sportivo ecc.) e di esperienze comuni (viaggio
d’istruzione, laboratori, progetti).
L’ I.T.C.G.
“Federico Caffè” ha realizzato anche quest’anno il Laboratorio
Teatrale Integrato che, nato nell’allora I.T.C.
“C. Darwin” con l’obiettivo di promuovere il benessere
psicofisico degli studenti, da ben dodici anni realizza un “workshop”
culminante nello spettacolo finale. Il
direttore del laboratorio è stato per ben dodici anni l’attore-autore e
regista Marco Perrone; la
referente scolastica (e attiva partecipante) è Ben
presto, dopo le prime esperienze, la consapevole ricerca espressiva,
relazionale e comunicativa che è alla base del laboratorio si è
arricchita con la presenza di alcuni ragazzi in situazione di disabilità
psicofisica, tutti studenti (o ex studenti) dell’istituto. Su una media
di trentacinque iscritti e di venticinque partecipanti effettivi allo
spettacolo finale, gli studenti disabili sono un quinto (percentuale che,
in genere, resta costante per tutto l’anno). La
partecipazione è assolutamente volontaria
e, almeno finora, gratuita:
la maggioranza degli studenti-attori continua l’esperienza (o la
riprende); non vi sono criteri di ammissione, non vi è nessun
tipo di selezione e, una volta individuato il copione, i ruoli vengono
distribuiti dal gruppo (mediante candidature, provini e votazione).
Il fatto che in
tredici anni non siano emersi contrasti o difficoltà significa che
l’approccio laboratoriale, se improntato all’accoglienza, alla
motivazione, all’integrazione e all’incoraggiamento delle potenzialità,
può rivelarsi vincente.
Come ormai nella
tradizione, realizziamo tre rappresentazioni (due al mattino per studenti
e insegnanti e una serale): l’ultima, in particolare, rappresenta il
punto d’arrivo in cui il gruppo, perfettamente armonizzato, ed
ognuno dei suoi componente raggiungono il massimo
dell’espressività.
La ricerca individuale e di gruppo che caratterizza il Laboratorio Teatrale Integrato rappresenta uno “sfondo” ideale, in grado di armonizzare le individualità e le differenze, e che, fornendo anche informazioni e strumenti culturali - in un contesto poco (o niente affatto) strutturato in termini scolastici - può favorire sia la cooperazione nell’ambito del gruppo sia la libera espressione, del gruppo come delle individualità che lo compongono. Il progetto favorisce
l’ascolto, la riflessione, lo scambio, il confronto, la relazione e la
comunicazione attraverso modalità convenzionali ed alternative e mediante
la proposta di tematiche e contenuti improntati a quella trasversalità culturale,
formativa e delle competenze che abbiamo il compito di perseguire nella
scuola. L’approvazione del
progetto e l’ inserimento nel POF garantiscono l’attribuzione di un credito formativo
agli studenti. La collaborazione con alcuni degli insegnanti di
sostegno consente l’inserimento del progetto nei P.E.I. degli studenti
in situazione di disabilità. A tutto il gruppo degli studenti
vengono poste le stesse
richieste (il che non è possibile nell’ambito, ad esempio, del programma di
matematica, o di ragioneria ...). Infatti l’intervento riguarda la globalità
della persona: è centrato su ciò che ciascuno sa
fare. Giunti
al quindicesimo anno di attività, ci auguriamo che la crescente povertà
delle risorse non ci impedisca di continuare: difatti, ciò che ostacola
oggi la piena realizzazione di un’offerta formativa di qualità e, più
in generale, della stessa Autonomia Scolastica è la carenza dei fondi per
finanziarla. |
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METODOLOGIA E TEMPI DI REALIZZAZIONE Il progetto prevede almeno trentacinque incontri in
orario pomeridiano (venerdi: 15,00 – 17,00 nel locale – palestra della
sede centrale. Eventuali variazioni del calendario degli incontri saranno
comunicate con circolare e/o telefonicamente. Il primo incontro è fissato nel mese di novembre:
la data viene comunicata attraverso una circolare. L’insegnante referente presta la sua opera, fa
parte del gruppo e recita: chi dirige il laboratorio è il
conduttore/regista (recentemente la regia è sostenuta dal duo Lorenzo
Finocchi & Valerio Spinaci). L’insegnante referente effettua il monitoraggio
del progetto, interagendo con la scuola e con gli organi collegiali,
effettua l’assessment della situazione di partenza e la valutazione (in
itinere e finale) che riguarda il raggiungimento
degli obiettivi. La partecipazione è libera e gratuita per tutti
gli studenti della scuola.
FASI
PRINCIPALI 1.
Prima fase: novembre - dicembre
Come è tradizione da molti anni, una delegazione di studenti e i
due registi, con il permesso della preside e grazie alla collaborazione
dei docenti, fanno il giro di tutte le classi. Essi presentano l’attività
e raccolgono le adesioni. Chi vuole può lasciare il numero di cellulare: ciò
è utile nel corso dei primi incontri, soprattutto per i nuovi
partecipanti; consente rapide comunicazioni da parte dei registi/della
docente referente e facilita il monitoraggio della partecipazione
espressamente richiesto dalla scuola (poiché raramente tutti coloro che
hanno aderito all’inizio portano a termine l’attività: in questo
caso, dopo avere verificato che lo studente ha cambiato idea, tutti i dati
vengono cancellati).
Le presenze degli studenti partecipanti vengono registrate. Si comincia con una fase di “riscaldamento” che
comprende almeno i primi due incontri,
che si basa sulla realizzazione di brevi scene a soggetto
realizzate in gruppo e che è finalizzata all’accoglienza e
all’integrazione dei “nuovi acquisti”. Appena possibile si individua il soggetto dello
spettacolo e si comincia a ideare il canovaccio. Il nostro ambito naturale è la satira, in cui il
riferimento culturale, se presente, rappresenta il punto di partenza per
una scatenata disamina delle problematiche giovanili nella società
contemporanea. Abbiamo sempre realizzato dei “musical” che danno
spazio a coreografie realizzate dagli studenti (..!!!) e a canzoni Il
copione vero e proprio (che resta comunque un canovaccio, nel senso che
verrà modificato fino al giorno dello spettacolo) viene realizzato dal
regista e/o da un gruppo di lavoro composto da studenti ed ex studenti del
laboratorio e sottoposto all’approvazione del gruppo. Infine il copione viene sottoposto
all’approvazione della preside. 2.
Seconda fase: gennaio
Si passa alla lettura del copione e all’assegnazione dei ruoli:
gli studenti si candidano, se vogliono, per le parti già definite nel
copione; sostengono un provino cui seguono una o più votazioni. Chi
ottiene più voti si aggiudica la parte. Nel corso dei provini e per tutta
la durata del laboratorio, la regia comincia a pensare a chi assegnare gli
altri ruoli (in genere parti di contorno, di contrappunto, mimiche ...)
indispensabili al procedere dell’azione e per la “vis comica”
dell’insieme. In tanti anni, non vi sono mai stati contrasti. 3.
Terza fase: febbraio – aprile
In questa fase, si passa al montaggio e alle prove dello
spettacolo: è probabile che alcuni ruoli (e scene intere) vengano
eliminati/rimaneggiati, mentre acquistano via via sempre maggiore
importanza i ruoli/le scene (spesso si tratta di semplici “flash”)
aggiunti al canovaccio originario. 4.
Quarta fase: maggio
L’ultima fase è dedicata alle prove dello spettacolo finale
del’istituto. Nella settimana precedente, si effettuano le prove
generali; in genere esse comprendono due giornate piene, dalle 9.00 alle
18.30 (salvo modifiche), con un’interruzione (dalle 13.30 alle 15.00)
per il pranzo. Le date delle prove generali vengono comunicate con
apposita circolare.
Si affitta il teatro (compatibilmente con i fondi disponibili):
nella data annunciata si va in scena (due spettacoli al mattino e uno alla
sera, con ingresso libero), ... e si esulta!
Tradizionalmente
ci si rivede tutti per la pizza rituale. La docente referente (Prof.ssa Gaetanina Villanella) Roma 30 settembre 2006
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